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Negli ultimi anni la chirurgia senologica si è evoluta sempre di più in senso
conservativo: grazie alla precisione con cui i moderni mezzi diagnostici riescono a localizzare e
determinare le caratteristiche del tumore, e alle tecniche chirurgiche sempre meno invasive, oggi
le operazioni sono sempre più mirate e limitate. L’obiettivo è risparmiare al massimo il tessuto
mammario sano.
Tuttavia, in alcuni casi è ancora necessario sottoporre le pazienti ad interventi
di mastectomia totale (rimozione dell’intera mammella) seguite da ricostruzione, mentre la
dissezione ascellare viene eseguita solo quando i linfonodi sono patologici oppure qualora il
linfonodo sentinella risulti coinvolto dalla malattia.
In tutti i casi di mastectomia e/o quadratectomia (asportazione di un quadrante
della mammella) con dissezione ascellare è particolarmente utile, per il completo ripristino della
funzionalità del braccio coinvolto, il contributo dell’équipe riabilitativa che è parte integrante
del gruppo multidisciplinare di specialisti dell’Unità di Senologia/Breast Unit di Humanitas.
Questo opuscolo nasce quindi con l’obiettivo di fornire una guida pratica per il
recupero funzionale delle pazienti sottoposte ad intervento al seno, oltre ad alcune indicazioni
utili nel periodo post-operatorio.
Gli obiettivi della riabilitazione
La mobilizzazione precoce dell’arto superiore nelle prime settimane dopo l’i
ntervento chirurgico è efficace nella prevenzione di possibili complicanze sia post-chirurgiche
(aderenze cicatriziali e linfedema) sia legate all’immobilizzazione prolungata del braccio. L’e
secuzione quotidiana di specifici esercizi, unitamente alla ripresa delle normali attività della
vita quotidiana, permette di ottenere il completo recupero della mobilità del braccio.
E’ opportuno continuare a eseguire la mobilizzazione anche durante il periodo di
radioterapia, nel corso del quale si riduce l’elasticità dei tessuti irradiati.
Gli obiettivi del trattamento riabilitativo sono:
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mantenere una corretta funzionalità dell’arto
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impedire retrazioni muscolari e/o cutanee
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evitare posture scorrette provocate dalla ferita o dal dolore
-
aiutare lo sviluppo di canali linfatici collaterali per sopperire alla mancanza
di alcune strutture asportate durante l’intervento chirurgico.
Sintomatologia post-operatoria
Formicolio, perdita della sensibilità, sensazione di gonfiore e bruciore nella
zona del cavo ascellare e nella parte posteriore o interna del braccio sono sintomi dovuti a
traumatismi chirurgici di alcuni nervi sensitivi.
Non devono perciò essere motivo di preoccupazione né di sospensione degli
esercizi. In genere questi disturbi - la cui intensità e durata variano da persona a persona -
regrediscono in tempi variabili da una settimana a un anno. Alcune donne avvertono maggiormente
queste sensazioni in condizioni di stanchezza o variazioni climatiche.
E’ consigliabile comunque esporre al medico senologo, durante le regolari visite
di controllo, tutti gli eventuali dubbi associati alle condizioni post-operatorie.
Precauzioni e consigli pratici
Nel periodo successivo all’intervento al seno, è in genere consigliabile:
- Evitare pratiche mediche (come trasfusioni, iniezioni, misurazione della
pressione) dal lato dell’arto operato.
- In caso di punture d’insetti, abrasioni o scottature disinfettare la zona (l’a
sportazione dei linfonodi potrebbe predisporre il braccio a possibili infezioni).
- Non sollevare oggetti eccessivamente pesanti, cercando piuttosto di distribuire
correttamente i carichi anche sull’arto non operato.
- Non sottoporre il braccio a sforzi prolungati o lavori particolarmente pesanti
(lavare vetri, stirare ecc.)
- Indossare guanti protettivi durante lavori dove è possibile procurarsi tagli
e/o ferite.
- Evitare di portare la borsetta dal lato dell’arto operato.
- Evitare fonti eccessive di calore o di freddo. L’abbronzatura può essere presa
integralmente su tutto il corpo, purché l’esposizione sia graduale e non durante le ore più calde,
proteggendo comunque sempre bene la pelle con creme solari. I bagni di mare o in piscina non sono
assolutamente controindicati.
- Evitare, per chi sta facendo radioterapia, di esporsi alla luce solare o ai
raggi UV. Anche successivamente è bene avere una particolare cautela poiché la cute irradiata
rimane più vulnerabile a tutti gli agenti irritanti (chimici e fisici)
- Cercare, quando si è sdraiati, di tenere in posizione elevata l’arto (ad
esempio, mettendo un cuscino sotto il braccio).
- Utilizzare creme emollienti su tutto l’arto e sulla cicatrice (se
rimarginata).
- Indossare sempre un reggiseno, possibilmente in fibre naturali, che sia alto
lateralmente e con spalline larghe per evitare l’effetto “laccio”; in tal modo è possibile ottenere
un buon contenimento e sostegno senza costrizioni eccessive (evitare invece guaine, bustini troppo
stretti o ferretti che possono creare irritazioni o traumatismi).
Guidare l’auto
Non esistono controindicazioni particolari. Tuttavia, nei primi giorni dopo l’i
ntervento, i movimenti che si eseguono durante la guida possono causare dolore, con conseguente
riduzione della sicurezza personale e altrui.
Igiene personale
Salvo diversa indicazione medica, è possibile fare il bagno o la doccia dopo
circa 5-7 giorni dall’intervento, lavando la ferita con prodotti neutri.
Depilazione
E’ sconsigliato depilarsi e utilizzare deodoranti per almeno 4 settimane
post-operatorie e durante l’eventuale radioterapia.
Che cosa fare in caso di gonfiore del braccio (linfedema)
Una conseguenza dell’asportazione dei linfonodi ascellari è l’ostacolo al
drenaggio dei liquidi interstiziali del braccio. È quindi possibile che dopo l’intervento, anche a
distanza di molto tempo, possa comparire del gonfiore (a braccio, avambraccio e mano), definito “
linfedema”.
Un gonfiore associato ai segni dell’infiammazione (macchie rosse sul braccio,
brividi e febbre) va tempestivamente comunicato al medico curante.
In caso d’insorgenza di linfedema è indispensabile rivolgersi al medico curante
per definire un adeguato trattamento fisioterapico, per evitare un peggioramento e il cronicizzarsi
dell’edema.
Riabilitazione
Quotidianamente, e fino al completo recupero della mobilità del braccio, è
consigliabile eseguire alcuni specifici esercizi, illustrati di seguito.
Una maggior rigidità dell’arto dopo alcuni giorni dall’intervento è dovuta ai
processi riparativi cicatriziali nella zona ascellare: proprio in questo periodo è importante
proseguire la riabilitazione in maniera assidua.
E’ importante accompagnare gli esercizi con una respirazione lenta e profonda.
Altrettanto importante è compiere gli esercizi davanti a uno specchio per controllare la posizione
del busto e delle spalle, evitando così compensazioni.
Durante l’esecuzione di tutti gli esercizi è normale avvertire una sensazione di
stiramento un po’ doloroso nella zona dell’ascella e del braccio; l’importante è non forzare
eccessivamente e soprattutto non provocare dolore intenso.
Ogni esercizio deve essere ripetuto dieci volte al mattino e dieci volte nel
pomeriggio.
Esercizi
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1. Distese a letto.
Braccia rilassate lungo i fianchi, incrociando le dita, alzare e abbassare lentamente le
braccia a gomiti estesi.
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2.
Sedute, piedi ben appoggiati al pavimento, busto dritto e spalle ben
allineate.
Braccia rilassate lungo i fianchi, alzare le spalle verso le orecchie e tornare nella
posizione di partenza.
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3. Mani sulle spalle, eseguire con i gomiti dei cerchi i più ampi possibile,
prima in senso orario e poi antiorario.
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4. Mani incrociate dietro alla nuca, aprire e chiudere i gomiti.
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5. Braccia aperte all’altezza delle spalle, andare a toccare con la mano la spalla
opposta e tornare nella posizione iniziale.
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6. Braccia tese dietro la schiena, intrecciare le dita e cercare di allontanare le
mani dalla schiena e poi tornare nella posizione iniziale.
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7. Mantenere le braccia come nell’esercizio precedente, piegare i gomiti facendo
scivolare le mani lungo la schiena e poi tornare a riposo.
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8. Mani sui fianchi, avvicinare i gomiti anteriormente e posteriormente.
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9. Braccia tese, mani incrociate in avanti, portare le braccia verso l’alto e
ruotare le mani con il palmo verso il soffitto; poi tornare nella posizione di partenza ruotando
verso il pavimento le mani e poi abbassando le braccia.
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10. A braccia estese impugnare un bastone portandolo verso l’alto, successivamente
piegare i gomiti cercando di portare il bastone dietro il collo; eseguire il procedimento inverso e
ritornare nella posizione di partenza.
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11. In
piedi di fronte ad una parete.
Con i gomiti leggermente flessi, appoggiare le mani al muro all’altezza delle spalle, mettere
sotto le mani un piccolo asciugamano e far scivolare le braccia fino ad estendere completamente i
gomiti. Rimanere in quella posizione per circa dieci secondi e poi ritornare nella posizione di
partenza. Durante l’esecuzione dell’esercizio far attenzione a non inarcare la schiena.
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